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I misteri del vaso Etrusco

15.00

  • Autore: Daniela Alibrandi
  • NO Contrassegno
  • Spedizione € 5,00
  • Pubblicato da: Edizioni Universo
  • Pagine: 203
  • Copertina: Morbida
  • ISBN: 978-88-909634-5-2

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La pluripremiata Alibrandi si cala ancora una volta nei cassetti più riposti della mente umana, dove fioche fiammelle gettano oscuri bagliori su verità difficili da raccontare. La sua comprensione delle ragioni del male, nell’incessante ricerca dell’equilibrio e degli squilibri dei chiaroscuri dell’animo, valica i confini del noir per trasportarci nella realtà nuda e cruda dei segreti della provincia.

Peso 0.270 kg

L'Autrice

Daniela Alibrandi è nata a Roma e ha vissuto negli Stati Uniti, è sposata e ha due figli. Nella vita professionale si è occupata, tra l’altro, di scambi culturali nell’ambito dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa.
Ha pubblicato otto romanzi e un’antologia, “Una morte sola non basta” (Del Vecchio Editore 2016), “Quelle strane ragazze”(Premio Perseide 2014), “Nessun segno sulla neve” (Edizioni Universo – Premio Circe 2013), “Un’ombra sul fiume Merrimack” (Novel Writing 2012), “Il Bimbo di Rachele”, “Quella improvvisa notte a Venezia” e l’antologia “I doni della mente”. Tre dei suoi lavori sono tradotti nelle edizioni inglesi “No steps on the snow”,
“A Shadow on Merrimack River” e “Echoes of the soul”. “I Delitti Negati”, il suo ottavo romanzo, è stato pubblicato da L’Erudita, nel maggio 2019. Vincitrice di diversi premi letterari nazionali e uno internazionale, è tra i finalisti del concorso Mondadori “Romanzi in cerca d’autore” 2018. Alcune delle sue opere figurano nel catalogo di prestigiose biblioteche universitarie statunitensi e presso l’Italian & European Bookshop di Londra.
I suoi romanzi sono presenti nelle più importanti fiere del libro, come Piùlibripiùliberi di Roma, Book Pride di Milano, Book Festival di Pisa e al Salone del Libro di Torino.
L’autrice ha un sito web:
https://danielaalibrandi.wordpress.com
Ha una pagina Facebook ed è presente nei più importanti network quali Twitter, Linkedin, Pinterest, Istagram.

Breve estratto

Era proprio nelle sere d’inverno come quella che lui non vedeva l’ora di tornare a casa. Il freddo sembrava volerlo avvolgere e soffocare fino a non farlo respirare più e, a volte, gli sembrava addirittura che diminuisse il vapore del suo alito, come prima della morte. Ma non temeva le sue sensazioni mentre arrancava per le strette viuzze della rocca, in attesa di vedere quella finestra non più larga di una fessura, accesa per lui. Sapeva che oltre quel raggio di luce avrebbe trovato l’odore di brodo caldo, il rumore dei ciottoli che scoppiettavano nel camino e l’amorevole respiro che l’attendeva da sempre.
Quello era tornare a casa, non importava quanto gli dolessero
le nocche delle dita o come fosse bruciata la sua pelle,
l’importante era che la sera lui potesse tornare lì. L’odore dell’inverno
si era impadronito del borgo già da qualche tempo
e il fatto che dalla piazza principale si potesse vedere una striscia
di mare, perennemente azzurra, non toglieva nulla all’atmosfera
montana che aveva quel luogo. Costruito su di un
cucuzzolo, un tempo centro fiorente, ora non contava più di
un migliaio di anime, per la maggior parte anziani che la sera
si chiudevano in casa o nella bettola del paese e di giorno
chiacchieravano per ore nella piazza di fronte alla chiesa.
Una di quelle anime era colei che lui amava così tanto. Il
ricordo dei genitori lambiva la sua mente come fa il mare con
le onde, andava e veniva facendogli provare a volte un’insop-

portabile nostalgia, che poi si alternava con la mancanza di
sensazioni, addirittura con l’indifferenza. Era molto piccolo
quando venne affidato alle cure di sua nonna. Del resto i genitori
l’avevano lasciato insieme alla sorellina prima da vivi,
per correre dietro alle loro pazzie di figli dei fiori, e poi da
morti, dopo l’incidente con la moto dove erano periti all’istante.
Lui e Rosy erano andati a stare con la nonna, al paese,
e quella era stata la loro salvezza. Nell’angolo scuro dove
lui racchiudeva i ricordi legati alla sua prima infanzia, si
muoveva l’indefinita sagoma di un ambiente familiare, dove
mamma e papà avevano sempre sentito la sua presenza come
un tassello inevitabile che dovevano sopportare. Lì regnava
solo il silenzio, niente capricci, niente fame o pappe sfornate
all’ora giusta. Si mangiava quando erano comodi i grandi e
spesso non avveniva prima che avessero fumato un certo numero
di spinelli. Mamma e papà però si amavano, questo lui
se lo ricordava bene, non sarebbero potuti morire che in quel
modo, uno attaccato all’altra.
«Che freddo!» esclamò entrando in casa. La tavola era già
apparecchiata e la nonna stava per riempire i piatti con la
minestra calda.